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Nel cuore delle Langhe, dove le colline conservano il respiro delle stagioni e il silenzio parla la lingua degli avi, il piccolo borgo di Neviglie si prepara come ogni anno alla nascita del Signore. Ma un inverno silenzioso e colmo di presagi, rompe la sua quiete: un quadro antico cade durante l’allestimento del Presepe nella Chiesa di San Giorgio. Dietro la tavola dipinta dal Macrino d’Alba si cela una lettera vergata in aramaico, sigillata con un simbolo esoterico e misterioso.
Da questo momento, il racconto si trasforma in un viaggio nel tempo e nella fede. Il sindaco Benotto, il viticoltore Sarotto e Don Pio, sacerdote tornato alle sue radici, si uniscono al professor Acanfora, chiamato a decifrare il messaggio nascosto. L’indagine conduce alla scoperta di un antico monastero sepolto sotto la Locanda San Giorgio, dove viene ritrovato uno scrigno appartenente all’Ordine Costantiniano. Al suo interno: un anello inciso con le parole Fides, Speranza, Sanctus Georgius.
Neviglie smette di essere solo il teatro di un rito natalizio e diventa custode di un segreto millenario. La scoperta scatena una mobilitazione collettiva, tra autorità religiose e comunità locale, fino alla preparazione di un pellegrinaggio verso Gerusalemme. L’anello, benedetto in una cerimonia solenne, sarà portato al Santo Sepolcro la notte di Natale, simbolo di una promessa rinnovata tra Dio e i fedeli.
In uno stile lirico e immersivo, Mauro Rivetti intreccia la bellezza paesaggistica delle Langhe con una tensione sacra che attraversa generazioni. Il suo racconto non si limita alla narrazione: diventa affresco spirituale, dove ogni dettaglio, dalla neve che non cade più, al vino delle cantine, alle mani che sistemano le statuine, è portatore di memoria, mistero e speranza.
È una storia di fede che riaffiora, di un anello che collega passato e presente, di un borgo che dona al mondo un messaggio di pace. E in fondo, è anche la storia di come il cuore di una comunità, quando ascolta il battito della propria origine, può compiere gesti capaci di toccare l’eternità.


